Pietro Zantonini veniva da Brindisi, e lì sarebbe dovuto tornare a fine gennaio. Tra qualche settimana, infatti, il suo contratto da vigilante del cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina sarebbe scaduto. Il 55enne invece è morto prima, nella notte tra il 7 e l’8 gennaio. È stato trovato nel gabbiotto dove lavorava, riscaldato solo da una stufetta. Fuori più di dieci gradi sotto zero. Pochi minuti prima aveva segnalato al telefono ai colleghi che si sentiva male, ma quando sono arrivati i soccorsi era già troppo tardi. Secondo i famigliari, l’uomo «aveva più volte manifestato preoccupazioni e lamentele in merito alle condizioni di lavoro, ai turni notturni prolungati e alla mancanza di adeguate tutele». Claudio Salamida, operaio 46enne in servizio all’acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto, invece è morto questa mattina, lunedì 12 gennaio. È precipitato dal quinto al quarto piano dell’impianto, mentre stava lavorando su un paiolato, una sorta di pedana. Le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom e Uilm hanno già annunciato 24 ore di sciopero immediato da svolgersi in tutti i siti del gruppo con articolazioni territoriali. Stessa sorte per Heinrich Röck, albergatore 75enne precipitato ieri pomeriggio, 11 gennaio, dal tetto del suo hotel a Campo Tures, in Alto Adige. Era salito probabilmente per liberare l’impianto fotovoltaico dalla neve caduta nei giorni scorsi, quando è scivolato e precipitato nel vuoto.
La strage silenziosa – Solo nella prima settimana del 2026 le vittime sul lavoro sono state 5. In tutto il 2025, l’Osservatorio nazionale di Bologna Morti sul lavoro ne ha contate 1032 solo nei luoghi di lavoro: 2,83 lavoratori al giorno. Un numero che tiene conto anche dei lavoratori in nero, dei pensionati costretti a lavorare e dei morti per stress e superlavoro, solitamente esclusi dalle statistiche ufficiali. Secondo l’Osservatorio gli stranieri sono la categoria più colpita: rappresentano il 32% delle vittime totali. Il settore più colpito, invece, è l’agricoltura, che nel 2025 ha registrato 243 morti (il 23,5% schiacciati da trattori). Per quanto riguarda l’età invece, una persona su tre aveva più di 60 anni, mentre il 16% più di 70 anni.




