Sepolta nel canneto alle spalle dell’azienda di suo marito. Dopo giorni di ricerche il corpo di Federica Torzullo, la 41enne scomparsa la sera dell’8 gennaio ad Anguillara Sabazia, a nord di Roma, è stato ritrovato sotto due metri e mezzo di terriccio e detriti. Il volto sfigurato e il coiprpo è stato ancora riconosciuto ufficialmente dai famigliari, ma Stefania Torzullo ha confermato che i braccialetti e la catenina presenti sul cadavere appartenevano a sua sorella. Claudio Agostino Carlomagno, titolare 45enne di una ditta di scavi e sollevamento terra, marito della vittima e unico indagato, nella tarda serata di domenica 18 gennaio è stato fermato dai carabinieri del nucleo investigativo di Ostia e, dopo sette ore in caserma (non ha parlato), è stato condotto al carcere di Civitavecchia. Per il procuratore Alberto Liguori «c’era il rischio concreto che inquinasse le prove, avendolo già fatto con una persona informata dei fatti». Inoltre manca l’arma del delitt e «l’uomo potrebbe se libero, ostacolarne la ricerca». All’uomo ora è contestato l’omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva e l’occultamento di cadavere.

Il canneto di Anguillara Sabazia (Roma) dove è stato ritrovato il corpo che si ritiene sia di Federica Torzullo ANSA/MASSIMO PERCOSSI
La difesa – «Voleva costituirsi ma è stato fermato prima», ha spiegato il difensore di Carlomagno, l’avvocato Andrea Miroli. Ma già la sua versione non aveva convinto gli inquirenti quando la sera del 9 gennaio aveva denunciato, insieme ai suoceri, la scomparsa della compagna. Era l’unico indagato già prima del ritrovamento del corpo. Secondo quanto sostiene la Procura di Civitavecchia, la donna sarebbe stata uccisa nella notte tra l’8 e il 9 gennaio e, circa alle 7 di mattina, il marito (è stato ripreso dalle telecamere) avrebbe portato il corpo, con la sua macchina, dalla villetta di via Costantino (in cui la coppia viveva insieme al figlio di 10 anni) fino alla ditta di Carlomagno poco distante. Qui avrebbe scavato la fossa per poi tornare a casa e presentarsi ai suoi operai alle 10 con un’ora di ritardo. Portafogli dimenticato, la spiegazione.
A guidare le ricerche del corpo sono state la localizzazione dei cellulari dell’indagato e della vittima nella zona della ditta – mentre alla guida della macchina c’era solo il marito – e le numerose tracce di sangue. Sangue nella villetta, soprattutto nella cabina armadio, come se qualcuno fosse stato sbattuto con violenza contro un muro. Sangue sugli abiti da lavoro del marito, nella sua auto, su un asciugamano ritrovato in una cava e su un mezzo meccanico dell’azienda.
La separazione . Nei prossimi giorni un giudice avrebbe sancito la separazione della coppia e l’affidamento del figlio a lei, che era impiegata alle Poste di Fiumicino e che sarebbe tornata a vivere con i suoi genitori. Ed è dai propri genitori che Carlomagno si era rifugiato negli scorsi giorni. Sua madre Maria Messenio, è stata in passato poliziotta e ora assessora alla Sicurezza del Comune. Nella mattinata oggi, 19 gennaio, al Liceo di Bracciano dove Federica Torzullo aveva studiato, gli studenti e le studentesse hanno fatto un minuto di rumore per denunciare il primo femminicidio del 2026.




