La Palma d’oro vinta a Cannes dal regista iraniano Jafar Panahi con il film A Simple Accident sabato 24 maggio è diventata un caso politico con Francia e Iran contrapposte. Al termine della cerimonia di premiazione l’agenzia di stampa iraniana Fars aveva affermato che la scelta della giuria era «politica»: una prima presa di posizione a cui ha poi fatto seguito anche l’intervento del governo di Teheran.
La polemica – «Un gesto di resistenza contro l’oppressione del regime iraniano». Così il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha commentato su X il film, sottolineando poi che «il premio consegnato a Panahi riaccende la speranza per tutti i combattenti per la libertà, in tutto il mondo». Il governo iraniano ha dunque convocato l’incaricato d’affari francese per protestare contro «le dichiarazioni offensive» e «le accuse infondate rivolte dal ministro degli Esteri francese contro l’Iran». Nel corso dell’incontro, secondo quanto riferisce l’agenzia iraniana Irna, Mohammad Tanhaei, capo del Secondo Dipartimento per l’Europa occidentale del ministero degli Affari esteri iraniano, ha inoltre affermato: «Il governo francese non ha alcuna autorità morale per avanzare rivendicazioni in materia di diritti umani e accusare gli altri». Irna riporta infine che «l’incaricato d’affari francese ha riferito che avrebbe trasmesso il messaggio al suo governo». Questa mattina intanto Panahi è atterrato all’aeroporto Iman Khomeini di Teheran, dove stato accolto da una folla di attivisti. Attivisti che hanno inoltre diffuso una nota in cui sottolineano: «Il premio è un traguardo e un onore per tutti gli iraniani che lottano sulla via della libertà, della giustizia e della dignità umana».
Dans un geste de resistance contre l’oppression du régime iranien, Jafar Panahi emporte une Palme d’Or qui ravive l’espoir pour tous les combattants de la liberté, partout dans le monde. pic.twitter.com/AAXoUmLg8d
— Jean-Noël Barrot (@jnbarrot) May 24, 2025
Regista e dissidente – Sessantaquattro anni, Panahi è considerato uno dei simboli della resistenza contro il governo iraniano. Nel 2010 era stato condannato a sei anni di carcere con l’accusa di lavorare a un film anti-regime. Nei mesi precedenti si era espresso in favore della rivoluzione verde, manifestazione contro la vittoria del conservatore Mahmud Ahmadinejad alle elezioni presidenziali del 2009. Il film a cui stava lavorando raccontava la storia di una famiglia nei mesi successivi a quelle manifestazioni. Oltre alla condanna a sei anni, il tribunale aveva stabilito che Panahi non avrebbe potuto più dirigere, scrivere e produrre film, viaggiare e rilasciare interviste sia all’estero sia in Iran per venti anni. Tuttavia, negli anni seguenti riuscì clandestinamente a realizzare alcuni film, tra cui Taxi Teheran del 2015, che vinse l’Orso d’oro al Festival internazionale del cinema di Berlino. Il regista aveva iniziato a scontare la condanna in carcere solo nel luglio 2022, uscendo poi su cauzione nel febbraio 2023. Quest’anno per la prima volta ha potuto lasciare l’Iran per partecipare a un festival: «Il cinema è una società. Nessuno ha il diritto di dirci cosa dovremmo fare o astenerci dal fare» ha detto durante la premiazione. A Cannes aveva già vinto nel 1995 la Camera d’or, premio assegnato per la migliore opera prima, con il film Il palloncino bianco.
A Simple Accident – Il film fonde ironia e crudeltà, ambiguità morale e tensione politica. Una trama in cui la giustizia privata si mescola all’identità nazionale. Il racconto è quello verosimile di un uomo incarcerato senza gravi colpe e che si trova poi ad incontrare casualmente il suo persecutore in prigione. È un cinema del reale e della verità, perché frutto delle storie che il regista ha ascoltato mentre si trovava in carcere. A testimoniare l’avversione di Teheran verso Panahi, il film è stato girato senza alcuna autorizzazione ufficiale da parte delle autorità iraniane, con riprese condotte in segreto.