Origine missina, volto pulito del centrodestra con forte accento romano, prima donna presidente del Consiglio. Giorgia Meloni ha aggiunto a sua insaputa un nuovo tassello della sua carriera professionale: vittoria alata in una chiesa della Capitale. A meno di cinquant’anni e prima del trapasso. No, questa volta non è il culto della personalità di un leader carismatico, sarebbe solo l’iniziativa di Bruno Valentinetti, anziano sacrestano a cui era stato assegnato il compito di restaurare un affresco della Basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma. Il sacrestano si sarebbe concesso qualche piccola modifica, trasformando il volto di un generico cherubino in un omaggio alla presidente Meloni. Il Vicariato Romano ha annunciato di essere estraneo alla vicenda, mentre la stessa Meloni sui suoi social ha sdrammatizzato il tutto sostenendo di non somigliare alla vittoria alata dell’affresco.

 

View this post on Instagram

 

A post shared by Giorgia Meloni (@giorgiameloni)

Le reazioni – L’affresco è diventato un caso politico, le opposizioni sono insorte: «Una notizia che ci ha lasciato allibiti – afferma la capogruppo del Pd in commissione cultura della Camera, Irene Manzi -. Non si può permettere che l’arte e la cultura diventino strumento di propaganda». Dal canto suo, il Vicariato Romano ha informato con una nota ufficiale di non sapere nulla riguardo alla presunta scelta di Valentinetti di raffigurare Meloni: «La modifica del volto del cherubino è stata un’iniziativa del decoratore non comunicata a gli organismi competenti». La diocesi ha poi avviato un’indagine interna sul restauro. L’autore ha però negato di aver sostituito l’angelo con il volto della presidente del Consiglio.

La posizione del parroco – Monsignor Daniele Micheletti, sacerdote della Basilica di San Lorenzo, ha ammesso che la somiglianza tra l’affresco e Meloni è «innegabile». Ma ha aggiunto: «Non ci tengo a far passare la parrocchia come meloniana». In attesa di capire meglio cosa sia successo, le intenzioni reali di Valentinetti e l’estraneità della diocesi, il Monsignore chiosa scherzando: «Se ci sarà una crescita dei fedeli di destra non è un problema: li aspetto domani a messa».