Le Borse europee riescono a raddrizzare la rotta dopo un avvio di seduta nettamente negativo, in una mattinata dominata dalla volatilità e da segnali macroeconomici contrastanti.

Europa in recupero – A Milano alle ore 12 il Ftse Mib si riporta in territorio positivo e sale dello 0,3% in area 45.700 punti, sostenuto in larga parte dal comparto finanziario. Banche e assicurazioni guidano i rialzi, con acquisti concentrati su Unipol (+2,9%) e Generali (+2,6%). A sostenere il settore contribuiscono anche le indiscrezioni su un possibile incontro imminente tra il ceo di Unicredit Andrea Orcel e Philippe Donnet, ad Generali, che potrebbe aprire un confronto sulla creazione di un maxi polo nel risparmio gestito. Un’ipotesi che il mercato guarda con interesse.
Il miglioramento del tono non è circoscritto a Piazza Affari. Anche le altre principali Borse europee riescono a girare in positivo dopo una partenza pesante: Francoforte e Parigi avanzano con progressioni intorno allo 0,3%, mentre Londra si muove poco sopra la parità. In parallelo migliorano i futures su Wall Street, che riducono sensibilmente le perdite iniziali, pur restando negativi soprattutto sul Nasdaq (-1%), ancora penalizzato dalla debolezza dei titoli tecnologici.

Dati macro contrastati – Il quadro macro resta però fragile. L’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona risale a 49,5 punti, restando per il terzo mese consecutivo sotto la soglia dei 50 che separa espansione e contrazione. Il dato è migliore rispetto al minimo di dicembre, ma segnala comunque un peggioramento delle condizioni operative, soprattutto a causa della debolezza dei nuovi ordini. In Italia il settore manifatturiero rimane in contrazione per il secondo mese consecutivo, con un Pmi a 48,1 punti, in linea con le attese e indicativo di una domanda ancora fiacca.
Sotto osservazione anche il mercato dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund si amplia leggermente verso i 63 punti base dopo il giudizio di S&P, che venerdì ha confermato il rating BBB+ sull’Italia migliorando l’outlook a positivo. La valutazione rafforza la percezione di stabilità del quadro macro-finanziario domestico, pur in un contesto internazionale che resta esposto a shock improvvisi.

Si alza la volatilità – A fotografare il nervosismo di fondo è soprattutto l’andamento del Vix, il cosiddetto “indice della paura” di Wall Street, che misura la volatilità attesa sull’S&P 500 attraverso i prezzi delle opzioni. Oggi il Vix balza di circa il 14% e si porta sopra quota 19, segnalando un aumento significativo delle coperture e della domanda di protezione da parte degli investitori.
La volatilità si riflette anche sui mercati delle materie prime. Oro e argento restano protagonisti di forti oscillazioni dopo il crollo registrato nelle ore asiatiche, che ha segnato una brusca inversione rispetto al rally che li aveva spinti su massimi storici a gennaio. Dopo le vendite violente, le quotazioni mostrano oggi tentativi di rimbalzo, con il prezzo dell’oro che sale dello 0,8% a 4.783 dollari per oncia e l’argento che strappa al rialzo del 6,5% a 83 dollari dopo il -30% di venerdì scorso.
Il dollaro si indebolisce leggermente contro l’euro (-0,2%), mentre resta stabile nei confronti dello yen giapponese.