«A tavola, la cena è pronta». Il rituale delle case italiane, la frase che unisce diverse generazioni e regioni lontane tra loro, gesti e ricette antiche sono stati il motivo per cui la cucina italiana è diventata patrimonio culturale dell’Unesco. L’annuncio, arrivato dal Comitato intergovernativo dell’Unesco, non intende i piatti e le loro realizzazioni, ma la cucina nella sua interezza come «miscela culturale e sociale di tradizioni». Secondo, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, tra i più entusiasti all’annuncio del riconoscimento, si tratta di un business per il nostro Paese: la cucina italiana ha un valore complessivo nel mondo di 251 miliardi di euro e rappresenta il 19% del mercato globale dei ristoranti. Non un tornaconto economico diretto ma indiretto, dai flussi turistici, dall’impatto sociale e da export vantaggiosi.
I dati – Secondo i dati riportati dal Sole 24Ore, nel 2024 il turismo enogastronomico in Italia ha generato un business pari a 40,1 miliardi di euro, con una crescita del 12% rispetto al 2023. Un boom del 49%, se paragonato al giro d’affari di dieci anni fa. Numeri elevati a cui l’effetto Unesco potrebbe contribuire positivamente: secondo uno studio de La Sapienza di Roma, quando la pizza napoletana è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità nel 2017, i corsi per pizzaioli hanno subito un’impennata del 284%. La “Pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello” di Pantelleria, anch’essa riconosciuta Patrimonio dell’umanità nel 2014, ha portato a un incremento del 500% degli agriturismi sull’isola siciliana, a conferma del flusso turistico. Anche l’export pesca dalla tavola imbandita all’italiana: l’agroalimentare vale il 19% del Pil e l’11% delle esportazioni, secondo i dati The European House Ambrosetti. Le seicentomila insegne italiane sparse nel mondo (dati Fipe) sembrano aver soppiantato l’egemonia culinaria francese, antagonista dei piatti tricolore.
Turismo straniero – Gli stranieri continuano a essere tra i principali consumatori della cucina made in Italy: secondo i dati riportati dal Sole 24Ore, degli oltre 40 miliardi incassati dai bar e dai ristoranti nel 2024, quelli spesi dai turisti sono stati 12 miliardi, il 7,5% in più rispetto al 2023. Le anticipazioni Fiepet-Confesercenti promettono un bilancio positivo anche per quest’anno, con una chiusura a 12,68 miliardi di euro, pari a una crescita del 5%. La paura dei consumatori, italiani e non, è che l’effetto Unesco porti con sé anche un ingiustificato aumento dei prezzi, a cui si aggiungono i timori frutto dei dazi Usa imposti dall’amministrazione Trump.




