In casa Stellantis finisce un’era. Carlos Tavares, ceo del gruppo automobilistico, ha rassegnato a sorpresa le dimissioni nella serata di domenica 1 dicembre. Il consiglio di amministrazione le ha accettate, in anticipo rispetto al previsto. Il manager avrebbe dovuto lasciare la carica al termine del suo mandato nel 2026, ma il calo di profitti e l’indebolimento delle vendite, soprattutto negli Stati Uniti, hanno inciso sull’accelerazione delle operazioni. Conseguenza diretta della vicenda è stato il calo in borsa del gruppo, che ha ceduto l’8,77% a 11,53 euro, toccando il minimo da luglio del 2022. «Il successo di Stellantis sin dalla sua creazione si è basato su un perfetto allineamento tra gli azionisti di riferimento, il Consiglio e il ceo. Tuttavia, nelle ultime settimane sono emerse vedute differenti che hanno portato il Consiglio e il ceo a questa decisione», ha commentato l’amministratore senior indipendente dell’azienda Henri de Castries.

Il nuovo Ceo – Già a ottobre, Stellantis aveva cominciato a progettare la successione dell’Ad. Anche se per adesso l’azienda non intende affrettare la nomina, che probabilmente arriverà per la metà del 2025, il processo è già in corso ed è gestito da un comitato speciale del consiglio. Nel frattempo, un nuovo comitato esecutivo sarà presieduto dal presidente di Stellantis John Elkann, che dovrà designare il nuovo Ceo. È già partito il toto nomi: tra questi, Luca De Meo, amministratore delegato di Renault e membri interni all’azienda come Olivier François, ad della Fiat. Al momento, però, nessuna certezza né riscontri.

Il commento di Elkann – «Siamo grati a Carlos per il suo impegno costante in questi anni che ha svolto nella creazione di Stellantis, in aggiunta ai precedenti rilanci di Psa e Opel, dando avvio al nostro percorso per diventare un leader globale nel settore», ha dichiarato John Elkann, che ha comunicato il cambio al vertice dell’azienda al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Poi ha aggiunto: «Intendo mettermi subito al lavoro con il nostro nuovo comitato esecutivo ad interim, con il supporto di tutti i nostri colleghi di Stellantis. Insieme garantiremo la puntuale attuazione della strategia nell’interesse di lungo termine di Stellantis e di tutti i suoi stakeholder».

Le reazioni alle dimissioni – Alla notizia della dimissioni di Tavares hanno reagito anche i principali partiti italiani. «Era ora che se ne andasse, ma la transizione al nuovo management richiede responsabilità, tutela dell’occupazione e valorizzazione delle competenze. Diventa quindi ancora più importante che John Elkann si presenti al più presto in Parlamento per riferire sul futuro Stellantis», ha dichiarato in una nota Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera appena nominato ministro per gli Affari Europei. «Le dimissioni di Tavares evidenziano quanto sia grave la crisi che ha investito Stellantis e tutto l’automotive europeo» ha commentato su X Antonio Milani, responsabile economia nella segreteria del Pd.
Tra gli altri, Giuseppe Conte si è esposto su Facebook: «Abbiamo duramente contestato Tavares in questi mesi, anche quando è venuto in Parlamento, per le prospettive industriali del tutto assenti. Va via un manager, ma resta sul tavolo l’enorme preoccupazione per il futuro degli stabilimenti, dell’indotto, di tanti lavoratori alle prese con stop, commesse che saltano, cassa integrazione. A Pomigliano saremo con loro per ascoltare le loro posizioni e per confrontarci per le possibili soluzioni». «Siamo curiosi di sapere quanto prenderà Carlos Tavares come ‘premio’ economico dopo la sua disastrosa gestione», è invece la nota della Lega. A commentare la vicenda anche il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra: «Tavares non ci mancherà. Non ha mai creduto alle relazioni sindacali. Ha delocalizzato tanta produzione dall’Italia in altri Paesi, ha frenato gli investimenti soprattutto sull’innovazione ed è arrivato anche sfidare lo Stato sul tema degli incentivi. Pensiamo che le sue dimissioni determineranno una svolta».