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È bastata un’indiscrezione del Wall Street Journal per scuotere politica e mercati internazionali. «Il presidente Trump starebbe valutando l’imposizione di nuovi dazi, fino al 100% del valore del prodotto, su una novantina di prodotti provenienti dall’Unione Europea», la notizia fatta filtrare dal giornale finanziario americano nel corso della mattina di giovedì 30 marzo. Una rivelazione che, se confermata, aprirebbe uno scontro commerciale senza precedenti tra Stati Uniti ed Europa. E di cui l’Italia sarebbe tra le protagoniste. I titoli di Piaggio e Nestlè, coinvolte nel progetto del tycoon, nella mattinata di venerdì hanno perso circa mezzo punto.

La carne agli ormoni – Tutto risale a un contenzioso tra Usa e Ue sulla carne agli ormoni, una questione nata vent’anni fa e mai risolta. L’Europa ne bloccò l’importazione nel 1996, gli Stati Uniti reagirono con un ricorso al Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio. Nel 2009 arriva l’accordo, che prevede un utilizzo più selettivo del divieto da parte di Bruxelles: sì all’importazione di polpa di manzo non trattata con gli ormoni. Un accordo mai rispettato, al punto che gli Stati Uniti varano nel 2015 una nuova legge per rendere più agile l’imposizione di dazi punitivi da utilizzare come rappresaglia nelle contese commerciali. È lo strumento di cui potrebbe servirsi adesso Trump, un presidente arrivato alla Casa Bianca cavalcando il protezionismo e facendo degli interessi americani, soprattutto economico-commerciali, il proprio slogan con “America First”.

Guerra alla Vespa – Tra i prodotti del made in Europe coinvolti in questa nuova minaccia del presidente Usa alcuni sono italiani, alcuni storici. Uno su tutti, la Vespa, lo scooter icona del stile italiano e prodotto di eccellenza del nostro Paese. Ma potrebbero rientrare nel provvedimento anche prodotti della cucina e della gastronomia, come i prosciutti di Parma o San Daniele, e perfino le bevande, acque minerali e succhi di frutta. Negli Usa è molto popolare l’acqua San Pellegrino, oggi di proprietà della svizzera Nestlè, e si contende il primato con la francese Perrier, anch’essa a rischio di finire nel mirino del presidente.

Reazione dei mercati – Giovedì i titoli delle aziende che potrebbero trovarsi al centro di questo scontro commerciale hanno perso terreno nelle rispettive borse. Il giorno dopo le azioni della Piaggio, la casa della Vespa, hanno aperto con quello che si chiama “rimbalzo”: hanno inizialmente riguadagnato il terreno perso il giorno precedente, probabilmente grazie alle parole del presidente dell’azienda, Roberto Colaninno: «Ci bloccano la Vespa? Negli Usa esportiamo soltanto il 5% e comunque invieremo gli scooter dal Vietnam per arginare il blocco». Ma il titolo è poi tornato in negativo nel corso della mattinata, cedendo circa mezzo punto percentuale. La stessa flessione sofferta del titolo Nestlè alla metà della giornata di venerdì.

Ricorso al Wto – «L’Unione europea dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di presentare un ricorso al Wto contro gli Stati Uniti per l’ipotesi di Washington di imporre dazi». A dirlo è stato il ministro degli Esteri tedesco, Sigmar Gabriel, preoccupato dagli eventuali dazi sull’acciaio che gli Usa importano dall’Europa: ha sottolineato che «la possibile decisione americana contraddice le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio» e «mette il meglio dell’industria siderurgica tedesca in una situazione di svantaggio”.