Le tensioni tra Nuuk, Copenaghen e Washington – dopo le minacce degli Stati Uniti – continuano a salire, alimentando le preoccupazioni di Mosca e coinvolgendo direttamente l’Europa. Dopo il vertice alla Casa Bianca finito senza alcun accordo, nelle ultime ore una quindicina di soldati francesi è arrivata sull’isola artica. Lo hanno rivelato fonti militari all’agenzia Ansa e la notizia è stata confermata Olivier Poivre d’Arvor, ambasciatore francese per i Poli e gli Oceani. I militari partecipano all’operazione Arctic Endurance, un’esercitazione multinazionale avviata su richiesta della Danimarca. La presenza francese è stata confermata anche dal presidente Emmanuel Macron, che ha ribadito il sostegno di Parigi. Oltre Parigi, si attendono i reparti di Svezia, Norvegia e Germania. Anche la Spagna non ha escluso la propria partecipazione.
Il ruolo della NATO – La Russia ha espresso forte preoccupazione per quella che definisce una “militarizzazione accelerata del Nord”. Secondo l’ambasciata russa in Belgio, la NATO starebbe rafforzando la propria presenza nell’Artico usando come pretesto una presunta minaccia da parte di Mosca e Pechino. Sul fronte europeo, la questione è anche politica. Per il gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, difendere l’isola artica e riconsiderare il rapporto con gli Stati Uniti deve essere una priorità strategica. «Può e deve essere il tema su cui ricompattare la maggioranza pro-europea», ha dichiarato l’eurodeputata belga Kathleen Van Brempt, responsabile per il Commercio. «È ormai evidente che gli Stati Uniti non sono più un partner affidabile. L’Europa deve sostenere la linea della premier danese Mette Frederiksen».
Prospettiva europea – L’Europa, insomma, sottolinea la sovranità del popolo danese e dei residenti dell’isola. «Spetta al popolo della Groenlandia, così come al popolo danese, decidere del proprio futuro. Il diritto dei popoli all’autodeterminazione è un pilastro della nostra sicurezza collettiva», ha dichiarato Alain Berset, segretario generale del Consiglio d’Europa, intervenendo al comitato dei ministri dell’organizzazione paneuropea riunito per la prima sessione dell’anno. Secondo Berset «per il Consiglio d’Europa il quadro giuridico è chiaro. Qualsiasi ricorso alla forza sul territorio di uno Stato membro costituirebbe una violazione diretta del diritto internazionale».
Tensioni americane dopo il vertice – Intanto, il vertice atteso alla Casa Bianca si è chiuso ieri senza risultati concreti. All’incontro hanno partecipato il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen, la ministra degli Esteri della Groenlandia Vivian Motzfeldt, il vicepresidente americano J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Il colloquio è stato definito «franco e costruttivo», ma le posizioni restano distanti. Parlando ai giornalisti dall’ambasciata danese a Washington, Rasmussen ha ribadito che il Regno di Danimarca ritiene l’attuale quadro di sicurezza l’unica strada percorribile. La difesa della Groenlandia, ha spiegato, deve continuare a basarsi sull’accordo del 1951 e sul ruolo della NATO. Ieri, con un post su Truth, Donald Trump è stato chiaro: «Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale». Anche a costo di minacciare la sicurezza delle alleanze pregresse.




