La conta dei morti causati dalla United States Immigration and Customs Enforcement, meglio nota come Ice, sale a quota 33 con l’uccisione di Alex Pretti, ma sono diversi i dati relativi a bilancio, organico e dotazione che mostrano il ruolo sempre più rilevante dell’agenzia federale rivitalizzata da Donald Trump già a partire dal primo mandato e che ora sembra sempre di più una milizia agli ordini del presidente, paragonata da molti – compresi politici, intellettuali e opinionisti di destra, come il podcaster Joe Rogan – a organi di stampo nazista e fascista come la Gestapo e le Camice Nere.

La creazione – Le origini dell’Ice risalgono a un’epoca totalmente diversa. Era il 2003, durante la presidenza Bush, il contesto era quello della difesa dal terrorismo e della ristrutturazione dei servizi federali partita con la creazione del dipartimento della sicurezza interna (Dhs) a pochi mesi dagli attentati dell’11 settembre 2001. L’Ice era inizialmente l’organo investigativo principale del Dhs, ma assunse poi man mano in modo preponderante le funzioni di controllo e allontanamento di immigrati senza documenti. Un’agenzia che si occupa quindi di arresto ed espulsione di immigrati irregolari, originariamente in funzione antiterroristica, ma che non è responsabile invece del controllo delle frontiere, demandato alla forza di polizia apposita. I due mandati di Trump, in particolare quello attuale, hanno segnato però un salto di qualità nelle caratteristiche e nella forza dell’agenzia.

Manifestanti a Minneapolis il giorno dopo l’uccisione di Pretti. Il cartello recita: “L’odio non renderà grande l’America”

La nuova Ice trumpiana – Trump ha reso l’Ice l’agenzia federale più finanziata negli Stati Uniti, facendo arrivare il bilancio annuale a 30 miliardi di dollari grazie agli stanziamenti del Big Beautiful Bill, che le ha fornito 75 miliardi aggiuntivi spalmati su 4 anni. Fondi più consistenti di quelli destinati, per esempio a Fbi e Cia. I ranghi  dell’agenzia contano ora 22mila agenti e nell’ultimo anno la spesa per i loro armamenti è aumentata di 6 volte, arrivando a 70 milioni di dollari. Un corpo sempre più armato e appetibile: uno stipendio base da 50mila a 90mila dollari a seconda dello stato di appartenenza, a cui si aggiungono 10mila dollari di bonus annuali sicuri, oltre che indennità, assicurazione sanitaria e quasi un mese di ferie retribuite.
In cambio di ciò l’amministrazione chiede risultati: tremila arresti al giorno è lo standard a cui puntare. Nel 2025 le persone detenute sono state 70mila, in crescita del 65% rispetto all’anno precedente e il record dalla creazione dell’agenzia. Tra i detenuti, oltre il 40% non ha una condanna o un procedimento giudiziario in corso, mentre un anno fa la percentuale era solo il 6%. Le morti in custodia sono triplicate rispetto al 2024, anche se il record resta quello del 2004: 32 morti (nel 2025 sono stati 30, a cui si aggiungono i 3 di questo gennaio).

Manifestanti a Minneapolis chiedono giustizia per Alex Pretti

L’impunità dei “pretoriani” – La novità più rilevante, al di là della crescita impressionante dei dati sulle operazioni, riguarda il comportamento dell’Ice impegnata nelle cosiddette “città santuario”, quelle che negano la propria collaborazione con il governo federale per applicare le leggi sull’immigrazione. Tra queste Minneapolis in Minnesota è il caso più eclatante. Qui sono morti, uccisi in strada dagli agenti, sia Renee Good sia Alex Pretti. In un clima di impunità, assicurato da vari membri dell’Amministrazione, compreso il presidente Trump, gli uomini dell’Ice hanno ucciso due cittadini statunitensi, bianchi, che protestavano contro gli arresti e il clima di terrore portato in città dagli agenti. Trump ha dato la colpa di questi omicidi ai Democratici che «incoraggiano agitatori di sinistra a ostacolare illegalmente le operazioni dell’Ice per arrestare i peggiori dei peggiori».
La città ha risposto con manifestazioni e scioperi, tanto che il presidente statunitense ha aperto in un’intervista telefonica al Wall Street Journal all’ipotesi di un ritiro degli agenti da Minneapolis, senza però specificare quando: «A un certo punto ce ne andremo, abbiamo fatto un lavoro fenomenale. Lasceremo lì un gruppo diverso di persone per occuparsi delle frodi finanziarie».