L’invito è arrivato al premier ungherese Viktor Orban, al leader argentino Javier Milei ma anche al presidente russo Vladimir Putin. Sono in sessanta tra capi di stato e di governo coloro che potranno, se vorranno, far parte del Board of peace per Gaza, l’organismo internazionale voluto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per guidare la transizione e la ricostruzione della Striscia e, secondo le indiscrezioni, per occuparsi di altri contesti di crisi e guerra. Fra gli stati che parteciperanno all’iniziativa c’è anche l’Italia. «Penso che il Paese possa giocare un ruolo di primo piano nel processo di pace», ha detto la premier Giorgia Meloni, confermando di aver ricevuto l’invito del tycoon. Già scoppiate polemiche sulle prime regole imposte da Trump, che sarà presidente del Board: l’iscrizione al Consiglio di pace non prevede esborsi economici, ma per un seggio permanente servirà il pagamento di un contributo da un miliardo.

Cos’è il Board of peace – L’obiettivo del Consiglio di pace è quello «di promuovere la stabilità, ripristinare una governance affidabile e legittima e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti». Nei 13 articoli dello statuto dell’organismo, resi noti da Times of Israel, non si parla mai esplicitamente di Gaza, nonostante la sua stabilizzazione e l’attuazione della seconda fase del piano per la pace nella Striscia sia l’obiettivo di partenza. Secondo le indiscrezioni del Financial Times, Trump starebbe pensando di estendere la missione del Board of peace ad altri scenari di crisi, tra cui Ucraina e Venezuela. Alcuni analisti ritengono infatti che il tentativo del presidente Usa sia quello di costruire un organismo mondiale parallelo all’Onu, che possa poi andare a sostituirlo. Nessuno stop, però, da parte delle Nazioni Unite: «Il segretario generale ritiene che gli Stati membri siano liberi di partecipare a varie organizzazioni», ha detto il portavoce del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.

Chi parteciperà – Il nome più sorprendente tra i leader invitati da Donald Trump è quello di Putin, come riferito dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass. «Stiamo attualmente studiando tutti i dettagli di questa proposta», ha spiegato Peskov ai giornalisti, aggiungendo: «Speriamo di contattare la parte americana per chiarire tutti i dettagli». Recapitate lettere d’invito poi all’egiziano Abdel-Fattah Al-Sisi, al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, al paraguayano Santigao Pena e al premier canadese Mark Carney. Ynet riferisce che Trump avrebbe chiesto anche al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di partecipare. Israele ha però contestato i nomi annunciati dal tycoon per la composizione del comitato esecutivo per Gaza, di cui fanno parte oltre al segretario di Stato Usa Marco Rubio e all’ex primo ministro britannico Tony Blair, anche il ministro degli Esteri turco Fidan e il diplomatico qatariota Al-Thawadi. «L’annuncio sulla composizione del comitato direttivo di Gaza non è stato coordinato con Israele ed è contrario alla sua politica», la critica di Netanyahu.

La quota miliardaria per i membri – Secondo quanto riportato dalla Reuters, che ha visionato il documento inviato da Trump agli invitati, gli stati membri potranno rimanere nel Board per un massimo di tre anni. Ma dovranno pagare un miliardo di dollari, destinato ai fondi del Consiglio, per poter rimanere dentro all’organismo oltre a questo frangente temporale. All’orizzonte, dunque, una chiara distinzione tra paesi contribuenti e non contribuenti.