La combinata nordica nasce dall’unione tra salto con gli sci e sci di fondo, si pratica in pochi paesi e la seguono poche persone. «Di gran lunga» la disciplina con meno spettatori durante le ultime tre edizioni dei Giochi, secondo un comunicato del Comitato olimpico internazionale. Ai tre eventi in programma per Milano Cortina 2026 parteciperanno solo 36 atleti, 19 in meno rispetto a Pechino 2022. Tutti rigorosamente uomini. La combinata infatti è anche l’unica disciplina olimpica ancora preclusa alle donne. Annika Malacinski, campionessa statunitense nel 2023, di recente è tornata a esprimere la sua frustrazione sui social ottenendo milioni di visualizzazioni. Suo fratello Niklas andrà all’Olimpiade, lei no. Eppure praticano lo stesso sport, allo stesso livello.
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La Federazione – Annika si è innamorata della combinata a 16 anni, guardando il fratello saltare dal trampolino. Oggi è una delle decine di atlete che partecipano alle gare del circuito femminile di Coppa del Mondo, competizione nata nel 2020 e organizzata dalla Federazione internazionale di sci e snowboard. Nel corso degli anni il calendario si è ampliato: dai 5 eventi spalmati su tre tappe della stagione inaugurale ai 18 in 8 tappe dell’annata corrente, che include anche eventi a squadre e coinvolge 41 atlete provenienti da 12 nazioni. Anche i Mondiali femminili, battezzati nel 2021, stanno crescendo edizione dopo edizione e attirano sempre più spettatori. Entrambe queste competizioni sono nate con l’obiettivo della Fis di portare le sue combinatiste alle Olimpiadi, battaglia che la Federazione sta combattendo da anni assieme a quella per la sopravvivenza stessa della disciplina: nel novembre del 2024 ha salvato la nazionale statunitense, rimasta senza fondi a giugno dello stesso anno, aiutando a finanziare gli allenamenti.
L’esclusione – Ma il Cio, come ha escluso la presenza di un torneo femminile a Pechino, così ha fatto per Milano Cortina, dove ci saranno 1.538 atleti e 1.362 atlete. Il Comitato persegue la parità di genere, tanto da aver introdotto la presenza di un circuito di Coppa del Mondo femminile tra i prerequisiti che uno sport olimpico deve avere, ma sulla combinata resta scettico. Con una docu-serie chiamata The Overlooked, La Fis sta provando a dare più visibilità alla disciplina, raccontando le storie dei suoi campioni e delle sue campionesse. Malacinski, tre anni dopo quel comunicato del Cio che nell’estate del 2022 ha confermato l’esclusione da Milano Cortina, è diventata protagonista del documentario Annika: where she lands. Il cortometraggio parla del suo sogno di partecipare alle Olimpiadi, dell’amore per la combinata nordica e della sua battaglia per «rompere l’ultima barriera olimpica». Oggi continua a raccontare la sua storia sui social, con l’obiettivo di cambiare le cose soprattutto per le nuove generazioni.
Combinatiste in esilio – Sono molte le atlete di combinata che, pur di continuare a inseguire il sogno olimpico, sono state costrette a cambiare disciplina. È il caso di Annika Sieff, due ori ai Mondiali juniores di combinata e unica azzurra a salire sul podio in Coppa del mondo, che a questi Giochi parteciperà alle gare di salto con gli sci. Nata a Cavalese, la saltatrice 22enne potrà così gareggiare nella sua val di Fiemme. Ma per farlo è dovuta scendere a compromessi. In un post su Instagram ha commentato: «Tre anni fa ho lasciato il “sicuro” per provare una strada tutta da scoprire, una sfida che non sapevo dove mi avrebbe portata. Tanti sacrifici, qualche paura… di sicuro non la scelta più facile, ma ad oggi posso dire: quella giusta». E come lei tante altre (ex) combinatiste, tra cui la statunitense Tara Geraghty-Moats e la fuoriclasse norvegese Gyda Westvold Hansen, si fanno portavoci di una disciplina che si spopola perché priva di prospettive olimpiche.
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Futuro incerto – Per il Cio, l’esclusione da Milano Cortina è dettata dal mancato rispetto di alcuni criteri fondamentali. Uno di questi è che nel 2022, quando è stata presa la decisione, di combinata femminile non si erano ancora disputate il minimo di tre edizioni di Coppa del mondo. Poi c’è la questione pubblico, in costante calo per il torneo maschile, e il fatto che sul podio, dal 2014 al 2022, sono salite sempre e solo Norvegia, Germania, Austria e Giappone. «Il Cio è a conoscenza delle sfide che la combinata nordica, sia maschile sia femminile, deve affrontare», è stata la risposta alle proteste delle atlete. Queste Olimpiadi saranno un importante banco di prova: non si tratta solo di decidere se sulle Alpi francesi, nel 2030, vedremo finalmente un torneo a cinque cerchi femminile. Forse, potrebbero non esserci nemmeno gli uomini.




