Il conto alla rovescia è ormai finito. Il 6 febbraio il braciere olimpico si accenderà a San Siro e avrà ufficialmente inizio la venticinquesima edizione dei Giochi olimpici invernali, la terza in Italia dopo Cortina 1956 e Torino 2006. Il contingente azzurro si presenta con una delegazione record di 196 atleti, (103 uomini e 93 donne), impegnati in tutte le sedi di gara, dalle piste di Cortina e Bormio allo stadio di Anterselva per il biathlon, da Livigno per freestyle e snowboard alla Val di Fiemme per fondo e combinata nordica. L’obiettivo è migliorare il comunque ricco bottino di medaglie di Pechino 2022, quando si festeggiarono 17 medaglie: due ori, sette argenti e otto bronzi.

Giovanni Franzoni in gara a Kitzbuhel (fonte: heute.at)

Sci – Lo sci alpino è la disciplina con più seguito e c’è grande attesa in particolare per la squadra maschile, che sta vivendo una stagione da sogno nelle specialità veloci (discesa e super-G). L’uomo copertina è Giovanni Franzoni che, dopo aver conquistato il primo podio in carriera a dicembre 2025, a metà gennaio ha trionfato sulle piste storiche di Wengen (super-G) e Kitzbuhel (discesa). La sede delle gare maschili sarà Bormio, pista cara al veterano Dominik Paris, che qui ha ottenuto sette trionfi in carriera: sei in discesa e uno in super-G. Tutto il gruppo degli «uomini-jet» è comunque in grande forma e i vari Florian Schieder, Mattia Casse e il sempiterno Christof Innerhofer (42 anni) potrebbero regalare grandi soddisfazioni. Discorso diverso per le discipline tecniche (slalom e gigante). Il punto di riferimento da qualche anno è Alex Vinatzer, atleta dal grande potenziale ma che non sempre si è espresso al massimo e che quest’anno ha ottenuto un solo podio in gigante.
Al femminile l’inaspettato rientro dall’infortunio di Federica Brignone, dominatrice della scorsa stagione, ha portato grande entusiasmo. Al momento l’unica atleta con una certa costanza è stata Sofia Goggia, tre volte sul podio quest’anno. Le difficoltà nello slalom evidenziate per il gruppo maschile si ripropongono al femminile. Nella stagione in corso, Lara della Mea e Martina Peterlini hanno ottenuto buoni risultati ma rimangono ancora lontane dalle più forti.

Gli altri sport su neve – Una vera e propria miniera di medaglie potrebbe essere lo snowboard: 27 i podi con 12 vittorie in questa stagione. L’atleta di punta è il 45enne Roland Fischnaller, in un gruppo ricco di talenti come Aaron March, Maurizio Bormolini, Lucia Dalmasso ed Elisa Caffont, tutti saliti sul gradino più alto del podio nel 2025/2026. Nello sci freestyle le carte da medaglia sono i fratelli bolognesi Flora e Miro Tabanelli, Simone Deromedis e Jole Galli. Attesa invece per quanto riguarda lo scialpinismo, che esordirà nel programma olimpico proprio a Milano Cortina 2026. A rappresentare l’Italia saranno Michele Boscacci, Alba De Silvestro e Giulia Murada e le possibilità di una podio sono concrete.

Tommaso Giacomel festeggia la vittoria a Oberhof in Germania il 10 gennaio 2026 (fonte: heute.at)

Nello sci di fondo l’uomo di punta è Federico Pellegrino, argento sia a Pyeongchang 2018 sia a Pechino 2022 nella specialità sprint. Tra i giovani spiccano invece il bellunese Davide Graz ed Elia Barp, che hanno le carte in regola per puntare alla zona medaglie. Tra le discipline dello sci nordico rientra anche il biathlon. L’uomo del momento è Tommaso Giacomel che quest’anno ha fatto faville in Coppa del mondo ed è un atleta completo per tutte le gare individuali (individuale, sprint, inseguimento e mass start). Alle sue spalle c’è comunque una squadra complessivamente solida con Didier Bionaz, Christoph Pircher e il veterano Lukas Hofer che in questa stagione hanno centrato più volte la top10.  In campo femminile i punti di riferimento sono invece Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer. Ottimo il momento di forma anche per Samuela Comola, che il 28 gennaio ha conquistato la medaglia d’argento ai Campionati Europei nell’individuale.

Ghiaccio – Le due medaglie d’oro di Pechino 2022 sono arrivate dal ghiaccio: Arianna Fontana nello short track e Stefania Constantini-Amos Mosaner nel curling misto. La coppia azzurra punta a replicare la vittoria di quattro anni fa e si presenta a Cortina come la coppia da battere. Più complicato salire sul podio sia per la squadra femminile sia per quella maschile. Nel paese ampezzano sono in programma anche le gare di bob, skeleton e slittino. La stella è lo slittinista Dominik Fischnaller, che in stagione ha ottenuto due podi. Nello skeleton le speranze sono riposte in Amedeo Bagnis, argento europeo a inizio gennaio a St. Moritz. Al femminile i risultati migliori sono arrivati nello slittino con Andrea Vötter e Marion Oberhofer nel doppio e Verena Hofer nel singolo. Gareggiare sulla pista di casa potrebbe però portare soddisfazioni anche al bob, disciplina in cui l’Italia è storicamente meno attrezzata (solo un terzo posto in questa stagione). Spostandosi al ghiaccio del Forum di Assago, nello short track Fontana mira a bissare il titolo conquistato a Pechino nei 500 metri. In campo maschile il più accreditato per una medaglia è Pietro Sighel. Le speranze per il pattinaggio di figura sono affidate alla coppia Marco Fabbri-Charlene Guignard, campioni europei di danza sul ghiaccio, e a quella formata da Sara Conti e Niccolò Macii per l’artistico. Nel singolo maschile potrebbe invece ben figurare Daniel Grassl, mentre in campo femminile non è stato ancora colmato il vuoto lasciato da Carolina Kostner. Il pattinaggio di velocità, in scena al Milano Ice Park di Rho, è sulle spalle di Davide Ghiotto, detentore del record del mondo nei 10mila metri.

Rischio zero podi – Lo scenario complessivo è dunque sostanzialmente positivo e ci sono solo tre discipline in cui la conquista di una medaglia sarebbe una vera e propria impresa. Tra Rho e l’Arena Santa Giulia si disputerà il torneo di hockey, disciplina in cui le possibilità di medaglia sono prossime allo zero, come evidenzia la voce della Rai Stefano Bizzotto: «Raggiungere i quarti di finale sarebbe un risultato straordinario, anche se è difficilmente alla portata». Gli aspetti critici nella costruzione di una squadra di livello sono molti: «Manca la diffusione nelle grandi città visto che l’hockey è relegato in Alto Adige, mancano strutture adeguate a ospitare partite di livello internazionale e manca il reclutamento per quanto riguarda livello giovanile», l’analisi di Bizzotto. Con l’hockey ci sono solo altre due discipline in cui l’Italia dovrebbe avere un ruolo marginale: la combinata nordica e il salto con gli sci.