«Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Matteo Renzi, Carlo Calenda, Riccardo Magi, Luigi Marattin». Li ha ringraziati tutti, Giorgia Meloni, nel discorso di un’ora che ha chiuso l’annuale kermesse di Fratelli d’Italia Atreju, ieri 14 dicembre. Ha ringraziato anche Elly Schlein, «nannimorettiana», che ha deciso di non partecipare dopo il negato testa a testa con Meloni. «Il presunto campo largo l’abbiamo riunito noi, e l’unica che non si è presentata è quella che dovrebbe federarli. Ma ha fatto comunque parlare di noi», ha detto la premier tra gli applausi. A seguire un discorso all’attacco della Cgil, della sinistra e soprattutto dei magistrati. «Ideologici» i giudici che hanno ostacolato i centri migranti in Albania, come anche quelli intervenuti sul caso della “famiglia del bosco”. Una giustizia «da riformare», secondo Meloni, in modo che non ci sia più «una vergogna come Garlasco». Poi l’economia, gli stipendi «in crescita» e la politica europea che «deve svegliarsi». Tutti i punti e le rivendicazioni nel discorso di Giorgia Meloni.
Referendum – «Votate perché non ci debba più essere una vergogna come quella che stiamo vedendo a Garlasco, ultimo caso di una giustizia che va profondamente riformata». Così Meloni ha esortato a votare sì al referendum sulla separazione delle carriere, atteso in primavera per confermare (senza quorum) la riforma costituzionale. Il quesito prevede la divisione tra magistrati inquirenti e giudicanti, con due csm separati e un’alta corte disciplinare con membri estratti a sorte. La ricetta giusta secondo la presidente del Consiglio per declinare anche in magistratura lo slogan «chi sbaglia paga», ma che certo non avrebbe evitato le infinite evoluzioni del caso Garlasco, macchiato all’origine da errori investigativi ormai riconosciuti.
Economia e occupazione – Riduzione delle aliquote e taglio dell’irpef fino a 50mila euro. Su queste due misure Meloni ha fatto quadrato nel suo discorso, rilanciando il dato dell’occupazione ai livelli massimi da anni. L’ultima legge di bilancio era stata descritta da diverse istituzioni, tra cui Istat e Bankitalia, come una manovra che avvantaggia «i ricchi», con la classe media che si vede annullati i tagli alle tasse dal cosiddetto fiscal drag. «Noi abbiamo un’altra idea di chi siano i ricchi in Italia», ha detto Meloni ad Atreju, «sono i gruppi di potere che gestivano le concessioni autostradali, quelli che monopolizzavano determinati settori industriali, i grandi gruppi finanziari e via discorrendo e sono tutte realtà alle quali la sinistra al governo ha ampiamente garantito il suo favore». Dall’assemblea del Pd, che si svolgeva in contemporanea, da Elly Schlein è arrivata una risposta a distanza: «Nonostante la propaganda i dati stessi del governo dicono che la pressione fiscale è al 42,7%, mai stata così alta. Tolgono al pubblico e aprono autostrade al privato, vergogna», ha detto la segretaria del Pd.
Trump, Europa e Ucraina – Meloni ha rivendicato i suoi buoni rapporti col presidente Usa Donald Trump, condividendo la linea del tycoon sul disimpegno americano nella difesa europea. «Buongiorno, per ottant’anni abbiamo appaltato la nostra sicurezza pensando che fosse gratis». Ma il governo guidato da Meloni è solito litigare a ogni stanziamento per la difesa, con la lega di Matteo Salvini che si mette di traverso all’approvazione di ogni pacchetto di aiuti per l’Ucraina e che non perde occasione di attaccare il piano europeo di riarmo. Spetta al collega vicepremier forzista Tajani ogni volta ribadire che «la politica estera la fa la presidente del Consiglio insieme al ministro degli Esteri». Un messaggio lanciato sul palco anche da Meloni, che ha parlato dei propri successi in politica estera e ha letto titoli celebrativi della stampa internazionale.




