Due foto, due strette di mano: una ad Alessandro e una a Lorenzo. Nel collage pubblicato sui social dalla presidente Meloni, i protagonisti sono i due poliziotti rimasti feriti il 31 gennaio negli scontri avvenuti durante il corteo in sostegno del centro sociale Askatasuna. Sono sdraiati nei lettini verdi dell’ospedale Molinette di Torino e le sorridono. Nella didascalia, la premier esprime la sua solidarietà «a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’ordine coinvolti», e riferendosi a chi ha attaccato i poliziotti scrive: «Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio». Si rivolge poi alla magistratura: «Mi aspetto che valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte. Se i poliziotti avessero reagito agli aggressori – conclude -sarebbero già iscritti nel registro degli indagati, e probabilmente ci sarebbe qualche misura cautelare a loro carico. Ma se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto».

Qualche ora più tardi, arriva la reazione della Segretaria del Pd Elly Schlein: «Appena viste ieri le immagini inqualificabili di Torino – si legge sui suoi profili social –  abbiamo condannato per primi e in modo netto le violenze inaccettabili e espresso solidarietà agli agenti di polizia e ai giornalisti aggrediti. Le forze dell’ordine sono un patrimonio dello Stato, non una questione di parte. Per questo siamo preoccupati delle strumentalizzazioni che sentiamo in queste ore e per questo ho chiamato Giorgia Meloni: in questi momenti le istituzioni devono unire, non dividere». Intercettata a margine dell’evento “Un’altra strada”, che si è tenuto ieri 1 febbraio alla Fondazione Feltrinelli di Milano, la Segretaria non ha voluto dichiarare il contenuto della telefonata con la premier, spiegando che «questo lo può dire soltanto lei». Ha però aggiunto: «Sulla sicurezza abbiamo fatto anche alcune proposte in Manovra, una delle quali era riportare in Italia i soldi dei centri in Albania e usarli invece per assumere più forze dell’ordine, visto che sono sotto organico in tutto il paese. È solo una delle nostre idee. Oggi anche qui abbiamo parlato di un approccio che, accanto al rafforzamento dei presidi di sicurezza delle forze dell’ordine, veda anche il rafforzamento di quelli sociali, educativi, culturali».