Essere Europa o non essere Europa. Questo è il dilemma. Non troppo però. Sì, perché dopo l’ultimo sondaggio del 19 gennaio targato Bidimedia, gli italiani sembrano avere un’idea chiara su cosa vogliono in futuro. E questo futuro potrebbe chiamarsi Stati Uniti d’Europa.
I dati – Numeri alla mano, secondo la rilevazione, che ha visto la partecipazione di 1000 persone intervistate tra il 14 e il 16 gennaio, il 61% degli italiani vede nell’Europa federale l’unica soluzione per giocare la partita geopolitica ad armi pari. Il 4% crede che l’Unione vada bene così com’è ora. Il 27% invece pensa che la scelta migliore sia ammainare la bandiera a 12 stelle. Insomma, i due terzi del Bel Paese è europeista o almeno non è euroscettico. Un dato che potrebbe essere figlio della tesa situazione internazionale. Mosca con l’Ucraina, Pechino con Taiwan e Washington con minacce, dazi e tariffe – proprio contro di noi – stanno facendo i loro comodi in ogni angolo del mondo. E gli italiani lo vedono.

I dati della rilevazione. Italiani sempre più europeisti
Siamo tutti europeisti – Il dato curioso è che tutti gli elettori (tranne quelli di un partito) sono a maggioranza europeisti. Partiamo dalle formazioni minori. Per quanto riguarda il gruppo Italia Viva, Azione, Partito Liberal Democratico, +Europa e socialisti il risultato era abbastanza scontato: il 94% degli elettori vuole la federazione. Passando ai big dell’opposizione, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra hanno quasi le stesse percentuali, il 94% e il 91% dei loro elettori vuole l’Unione federale. Mentre se guardiamo il Movimento 5 Stelle gli europeisti federali scendono, rappresentando il 74%, con un 15% dei supporters del partito di Giuseppe Conte che spera nello scioglimento dell’Ue.
La sorpresa la troviamo nella maggioranza di governo. Sì, perché, se di Forza Italia l’anima europeista si conosceva già da tempo – il 57% degli elettori azzurri vuole gli states d’Europa – anche nel partito di Giorgia Meloni la fetta che vuole un’Europa federale rappresenta il 54%, con un buon 27% di elettori FdI che vorrebbe lo scioglimento, mentre l’11% crede che l’Europa vada bene così com’è. Fratelli d’Italia nasceva come uno dei partiti euroscettici d’eccellenza. Ora che Giorgia Meloni è presidente del Consiglio, si può sostenere che alla veccha svolta di Fiuggi di finiana memoria si sia aggunta una meloniana svolta di Bruxells . Ma come in ogni famiglia, c’è sempre chi va contro corrente. La Lega di Matteo Salvini invece non si smentisce. Euroscettica era ed euroscettica è rimasta. Solo il 29% dei leghisti vorrebbe la federazione, mentre il 64% spera nello scioglimento.

Screenshot poster United
What if? – E se l’Europa diventasse davvero federale? Cosa succederebbe? L’obiettivo degli europeisti e il sogno – a quanto pare – degli italiani sono trasformare questa Unione confederale in un vero e proprio Stato. Oggi l’Ue rappresenta una confederazione di Stati sovrani e indipendenti. Si entra e si esce. Vedi Brexit. Si rispettano i vincoli imposti dai trattati internazionali, pena la procedura d’infrazione. Ma ognuno va nella propria direzione. In politica estera, politica interna e sicurezza, nei diritti civili, nelle politiche migratorie e in altre materie di non trascurabile importanza. Se invece ci fosse il salto di qualità, allora cambierebbe tutto. In primis, da una federazione non si può uscire. Gli Stati nazionali diventerebbero Stati federali, cedendo alcuni pezzi di sovranità – cosa già in essere per i 27 con l’attuale assetto comunitario – che diventerebbero di competenza esclusiva del governo federale. Tradotto: Bruxelles potrebbe diventare seriamente esecutiva su difesa, politica estera, giustizia e sicurezza continentale, veti del Parlamento federale permettendo. Gli Stati Uniti d’Europa avrebbero una Costituzione, un Parlamento, un Governo che applicherebbe il diritto basandosi sulla Carta della federazione e una magistratura europea. Una moneta unica e regole uguali per quanto riguarda fisco, mercato e produzione industriale. Senza far perdere l’identità dei vari membri della federazione. Se prendiamo l’esempio statunitense da applicare al Vecchio continente, i vari stati federali avranno una propria Costituzione, un proprio sistema legislativo, esecutivo e giudiziario, una propria forza di pubblica sicurezza, regole statali per l’economia locale e anche il proprio sistema di tassazione, tutti elementi che, però, non possono andare in contrasto con le leggi approvate dal Congresso – il parlamento federale – né con la Costituzione. Tradotto: siamo tutti europei, ma siamo anche italiani, spagnoli e tedeschi. Ma quando qualcuno minaccia dazi o vuole aggredire un territorio dell’Unione, dovrà sedersi al tavolo con la seconda potenza economica del pianeta.




