Mentre in molti si interrogano se gli Stati Uniti siano ancora un alleato dell’Europa o se potranno diventare tutt’al più un partner strategico su alcuni settori, scuotono la politica italiana le parole del leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte. Secondo l’ex presidente del Consiglio, la trattativa tra Ucraina e Russia dovrebbe essere condotta da Washington.
La dichiarazione – «Lasciamo che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti» ha scandito ieri, mercoledì 10 dicembre, Conte a margine di una conferenza stampa. «Prendo atto che l’Europa è completamente disorientata – ha aggiunto il capo pentastellato –. Ha scommesso sulla vittoria sulla Russia e su questo adesso non c’è alternativa». Parole che spiazzano il centro-sinistra, ma che si inseriscono in un doppio solco segnato da tempo da Conte riguardo alla politica estera. Da una parte, equidistanza da Donald Trump e dai sui avversari democratici, molto attento a non esprimere nette condanne sulle posizioni dell’inquilino della Casa Bianca, memore di quel rapporto intessuto negli anni in cui Conte stava a Palazzo Chigi ed era stato ribattezzato «Giuseppi» dallo stesso Trump. Dall’altra, adesione all’antimilitarismo: qualche mese fa aveva definito il piano di riarmo di Ursula von der Leyen una «follia bellicista».
Il centro-sinistra -– Dalle alleanze internazionali, le ripercussioni ci sono anche in quelle casalinghe. La pax aurea del campo largo è durata giusto il tempo di una campagna elettorale per le Regionali in Campania, Puglia e Veneto. Sussulta l’area dei riformisti interna al Partito democratico: «Ho letto le dichiarazioni e pensavo fossero di Vannacci o Borghi. Sbagliavo», è il commento caustico dell’ex spin doctor di Matteo Renzi, Filippo Sensi. La segretaria pd Elly Schlein non è intervenuta, è il suo braccio destro Peppe Provenzano, responsabile Esteri in casa dem, a prendere le distanze: «L’Italia stia con l’Europa per una pace giusta». Il primo a tuonare contro Conte a caldo era stato Riccardo Magi di +Europa, che ha bollato le parole del leader 5 Stelle «inaccettabili e irresponsabili». Non poteva mancare la reazione di Carlo Calenda di Azione, che si è sfilato dal campo largo proprio per la presenza del Movimento. Ricordando l’abbraccio giallo-verde del primo governo Conte, Calenda ha ironizzato: «Quella tra Conte e Salvini era decisamente una coppia naturale».
La precisazione – È arrivata in serata la replica del pentastellato: «Ho sempre auspicato un protagonismo dell’Europa per la pace ma è mancato. Oggi l’unico processo negoziale in campo è degli Usa. Se i farisei che criticano hanno soluzioni alternative si facciano avanti». Pronto il sarcasmo social del senatore Sensi: «Mancano solo i sepolcri imbiancati. Ma dimme te. Era meglio l’originale».




