Quasi due milioni di persone, in streaming o dal vivo, hanno seguito a bocca aperta lo spostamento del razzo Orion della missione Artemis 2 dal deposito alla rampa di lancio da cui venerdì 6 febbraio, imprevisti permettendo, il volo partirà alla volta della Luna. I quattro astronauti non atterreranno sul satellite, ma nel corso del loro viaggio di dieci giorni arriveranno più lontano dalla Terra di quanto qualsiasi umano abbia mai fatto. Con Artemis 2 l’umanità tornerà vivino alla Luna dopo oltre mezzo secolo. Era il 1972 quando l’Apollo 17 rientrò per l’ultima volta sulla Terra.
Un trasporto delicato – Il viaggio del razzo è stato lungo e delicato: alla velocità massima di 1,3 chilometri orari l’imponente veicolo Crawler – Transporter 2 ha raggiungo la rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center in Florida nel pomeriggio di sabato 17 gennaio (quando in Italia era notte), 12 ore dopo la sua partenza dal centro di assemblaggio della Nasa, l’agenzia spaziale Usa, distante poco più di 6 chilometri.

Il razzo Orion silla rampa di lancio (Wiklimedia Commons)
L’equipaggio – La squadra che salirà su Orion rappresenta il cambiamento che la società ha vissuto dal 1972 ad oggi. All’epoca dell’ultimo lancio dell’Apollo a bordo della navicella c’erano il comandante Eugene Cernan, il geologo e planetologo Harrison Schmitt e il pilota Ron Evans. Tutti americani, tutti bianchi. Cinquant’anni dopo insieme al comandante Reid Wiseman saliranno su Orion il primo astronauta nero a viaggiare verso la Luna, Victor Glover, Christina Koch, la prima donna, e il canadese Jeremy Hansen, primo americano non statunitense a prendere parte a una missione spaziale.
Le prove generali e il lancio – La Nasa sta entrando nella fase decisiva per la missione. L’astronave Orion ha un modulo di servizio costruito dall’Esa (l’agenzia spaziale europea), principalmente dai tedeschi di Airbus e dagli italiani della Thales Alenia Space, con sede a Torino. A fine gennaio la Nasa effettuerà il Wet Dress Rehearsal, un test completo che include il rifornimento dei propellenti criogenici del razzo, un conto alla rovescia simulato sulla rampa e procedure di emergenza. Prima del lancio verranno poi effettuate due esecuzioni di prova: una con uno stop a 33 secondi dal lancio, e una che si fermerà a 30 secondi dal decollo. Se tutto andrà bene, il lancio avverrà il 6 febbraio. In caso di intoppi, le prossime finestre disponibili per l’inizio della missione sono in calendario per il 6 marzo e il 6 aprile. Artemis 2 sorvolerà la Luna in una missione di dieci giorni, con l’obiettivo di testare i sistemi vitali in un’orbita terrestre distante dal nostro pianeta.
Le prossime missioni – Se Artemis 2 concluderà il suo viaggio con successo, la Nasa inizierà a pianificare la prima missione di sbarco, che potrebbe avvenire a inizio 2028. Sono ancora molti però i problemi da risolvere prima che l’astronave di SpaceX HLS (Human Landing Sysistem) possa essere pronta. A disposizione anche un secondo veicolo lunare, l’MK-2 di Blue Origin, che non ha ancora effettuato un test nello spazio ma potrebbe farlo a breve con il razzo New Glenn.




