Quattro anni dopo la prima, il Senegal vince ancora la Coppa d’Africa. I “Leoni della Teranga”, questo il loro soprannome, si sono aggiudicati l’edizione 2025 grazie al gol nei supplementari di Pape Gueye, giocatore della squadra spagnola del Villareal, contro i padroni di casa del Marocco. A far parlare non è stato l’esito in sè della gara, bensì i disordini nei minuti finali: l’invasione di campo, il ritiro della squadra senegalese e un rigore molto dubbio, sia per decisione arbitrale sia per l’esecuzione stessa.

I disordini nel finale – Minuto 97′ del secondo tempo: il Marocco assedia l’area senegalese, quando il direttore di gara decide di assegnare un rigore ai padroni di casa. L’atmosfera al Moulay Abdellah di Rabat si fa subito tesa. I tifosi non ci stanno e cercano di entrare in campo per interrompere lo svolgimento della gara. Anche l’alleanore del Senegal, Pape Thiaw, sembra dello stesso avviso e dopo essersi lamentato più volte di un arbitraggio a senso unico chiede ai suoi giocatori di lasciare il terreno di gioco. Così accade e per venti minuti la partita si ferma.

Tensioni durante la Coppa d’Africa tra Senegal e Marocco

Il rigore del dubbio – Solo l’azione diplomatica del capitano dei “Leoni della Teranga” evita una sconfitta a tavolino per lui e i suoi comapgni. Sadio Mane, ex stella di Bayern Monaco e Liverpool ora in forza alla formazione araba dell’Al Nassr, fa da mediatore. Prima un colloquio con la sua delegazione, poi con quella del Marocco e dopo venti minuti le squadre sono di nuovo sul rettangolo verde. Tutto è pronto per riprendere da dove avevano lasciato, il calcio di rigore del Marocco. Sul dischetto si presenta il capocannoniere della sua squadra e del torneo stesso, Brahim Diaz. Il fantasista del Real Madrid calcia male, prova un cucchiao che finisce dritto per dritto tra le braccia del portiere avversario, Edouard Mendy.

La reazione insolita – In una finale ferma sullo 0 a 0 sbagliare il rigore della possibile vittoria dovrebbe procurare un certo malumore. Eppure Brahim Diaz non si muove, non sembra toccato dalla cosa, si gira e riprende a giocare come niente fosse. Dall’altra parte, invece, il Senegal non esulta, anzi, tranne per il portiere nessuno sembra averci fatto caso. Questo nella mente dei tifosi ha portato un alone di sospetto sullo svolgimento della gara. Solo congetture, ma si crede che per convincere i giocatori del Senegal a ritornare in campo, ed evitare così un finale indecoroso della Coppa d’Africa, le due formazioni si siano messe d’accordo decidendo di sbagliare apposta la trasformazione dagli undici metri.

Pressione psicologica – Non si può sapere con certezza che cosa abbia portato Brahim Diaz a sbagliare, forse solo la pressione psicologica del momento o forse altro. La cosa certa è che l’errore dal dischetto ha condannato la sua squadra al secondo gradino del podio. Nei tempi supplementarei, infatti, il Senegal è riuscito a reagire e il gol di Gueye li ha portati a essere campioni per la seconda volta nella loro storia.