L’accessibilità della Serie A segna un passo falso. Il pallone introdotto dalla Lega per i mesi invernali rappresenta un problema per i due milioni e mezzo di daltonici che ci sono in Italia. «Bisogna rendersi conto di come vedono i daltonici. Noi vediamo praticamente soltanto gialli e blu sul rosso e sul verde. Il pallone arancione ci appare dello stesso colore dell’erba. Qualcuno penserebbe di fare un pallone verde su prato verde? Non credo», ci ha raccontato Stefano De Pietro, Presidente dell’Associazione Italiana Come vedono i daltonici.

Ansa

Il 12 novembre 2025 la Lega Serie A ha annunciato la versione invernale del pallone Puma Orbita Hi-Vis. Un arancione acceso e vivace che ha segnato una netta svolta rispetto alle passate stagioni nelle quali il pallone per i mesi più freddi era giallo. La scelta è stata giustificata dalla Lega con la necessità di dover fronteggiare ogni condizione atmosferica, una motivazione un po’debole visto che stiamo andando verso anni con sempre meno neve e la palla arancione è sempre stata indicata per questa condizione. Il pallone Puma Orbita Hi-Vis potrà anche piacere dal punto di vista estetico, ma ha fatto indignare l’ampia minoranza dei daltonici. De Pietro ha raccolto diverse segnalazioni: «Noi abbiamo scritto alla Federazione Italiana Giuoco Calcio per chiedere di regolamentare la questione da portare poi anche in sede internazionale in modo che quei 400 milioni di daltonici che ci sono nel mondo non abbiano più questo problema. Abbiamo proposto la nostra consulenza per fare uno studio. La Federazione non ha minimamente risposto dando prova dell’attenzione che riveste per loro il problema dell’accessibilità».

Secondo i dati Humanitas in Italia ci sono circa due milioni e mezzo di daltonici. Un italiano su 30 ha una percezione alterata dei colori e a livello europeo il daltonismo colpisce l’8% della popolazione maschile e l’1% di quella femminile. Insomma è una condizione che riguarda una significativa porzione della popolazione e che ormai può ostacolare anche la visione del gioco del calcio. La difficoltà nasce dal contrasto tra il pallone arancione e il campo verde, tra l’oggetto e lo spazio in cui si muove. La situazione fino alla passata stagione, quella 2024-2025, era leggermente migliore: il pallone nei mesi invernali era giallo. Un colore che comunque non dava una soluzione: «Giallo è sicuramente più chiaro, un po’ più chiaro dell’erba, quindi si vedeva un po’ meglio, ma non bene. Solo un po’ meglio», ha sottolineato De Pietro.
La questione resta strutturale e andrebbe estesa a tutti i campi. Lo sport può essere un’occasione per sensibilizzare e far migliorare le condizioni dei daltonici: «Uno vede la partita e non si rende neanche conto che la potrebbe vedere meglio perché non ha coscienza del fatto che lui è diverso dagli altri. Non gli viene formata questa coscienza a scuola, non gli viene formata dai medici e nemmeno a scuola. Se si accompagna un daltonico a vedere i numeri dei test di Ishihara – consiste nel riconoscere numeri o simboli all’interno di una serie di tavole con cerchi di vari colori e dimensioni – a quel punto al daltonico scatta una cosa nel cervello e dice “Ah, ma allora io vedo diverso” e quindi fa più attenzione».