Nessuna deroga, nessuna modifica. Il calciomercato del Napoli resterà con ogni probabilità vincolato al saldo zero anche per questa sessione invernale. Ogni acquisto dovrà essere compensato da una cessione di pari valore economico, senza aumentare il costo complessivo della rosa. Il Consiglio straordinario della Figc ha bocciato ieri la richiesta presentata dalla Lega Serie A che, su pressione del presidente azzurro Aurelio De Laurentiis, aveva chiesto di poter utilizzare le riserve di cassa accumulate dai club nel calcolo dell’indice che determina la possibilità di operare sul mercato.
L’indice di liquidità – Il mercato di gennaio 2026 è stato rivoluzionato dall’introduzione di nuovi parametri economico-finanziari più stringenti rispetto al vecchio Fair Play Finanziario come spiega qui “Calcio e Finanza”. Al centro c’è l’Indicatore di Costo del Lavoro Allargato (Cla), che mette a confronto i ricavi della società con i costi complessivi del personale sportivo.
In pratica, questo indice tiene conto di tre voci principali: gli stipendi di calciatori e staff tecnico, gli ammortamenti dei cartellini dei giocatori e i compensi degli agenti. Il risultato è un numero che deve rispettare soglie precise, dove i ricavi siano sempre maggiori alle spese: fino alla scorsa stagione il valore minimo era 0,7, ma per il 2025/26 è salito a 0,8 (l’80% dei ricavi) e il Napoli sfora questo parametro. Il paradosso è che la società partenopea vanta riserve di cassa enormi, frutto delle ottime gestioni economiche passate e degli utili non distribuiti. Soldi veri, accumulati nel tempo, ma che le regole attuali non permettono di conteggiare per “sanare” l’indice. Riassunto: nonostante i conti in ordine e le casse piene, il club non può investire liberamente sul mercato.

Il Napoli campione d’Italia della stagione 2024/25
La decisione del 23 dicembre e la spaccatura in Lega – Prima di Natale, la Copafico (la Commissione di Vigilanza della Figc) aveva ufficializzato il vincolo del mercato a saldo zero per il Napoli. L’allenatore azzurro Antonio Conte potrà avere rinforzi solo se prima la società cederà calciatori per cifre almeno equivalenti. De Laurentiis non ci sta e chiede alla Lega Serie A di intervenire presso la Figc per modificare la norma, consentendogli di considerare nel calcolo anche le riserve di cassa. Lunedì 19 gennaio, l’assemblea della Lega ha votato a maggioranza: 16 club si sono dichiarati favorevoli alla proposta, tre società si sono astenute (Inter, Juventus e Roma), mentre il Milan ha votato contro.
Una questione di tempistiche – Il Consiglio Federale ha reputato valida la richiesta di De Laurentiis, ma ha posto una condizione pesantissima: la Lega deve ottenere la rinuncia formale da parte di Milan, Inter, Juventus e Roma a qualsiasi azione futura contro il Consiglio stesso. In altre parole, serve l’unanimità e non più la maggioranza. La palla torna così nelle mani del presidente della Lega, Lorenzo Simonelli, che dovrà convincere tutti e venti i club a votare compatti. Un’impresa tutt’altro che semplice. Le società concordano sul fatto che la norma vada cambiata. Il problema è quando. Se la discussione fosse stata rimandata a mercato chiuso, i venti voti sarebbero arrivati senza problemi. Ma cambiare le regole ora, mentre la finestra di gennaio è aperta, crea uno squilibrio competitivo che alcuni club non vogliono accettare. Per il Napoli, nel frattempo, la strada è obbligata: prima vendere, poi comprare. Una beffa per un club che ha i soldi ma non può spenderli.




