Sulla punta della lingua
Alle persone che balbettano una parola che si blocca può costare caro. A volte anche il posto di lavoro ambito. In Italia i concorsi pubblici cercano di stare al passo con la ricerca scientifica, ma le Forze Armate sono ancora troppo lente. Tutto questo, però, è solo la parte visibile di un iceberg fatto di stigma e pregiudizi(illustrazioni di Alessandra Veccia)
Quota stabile a 6mila metri, velocità mai sotto i 500 chilometri all’ora, manovre coordinate al millimetro e tempismo che spacca il secondo. Servono due anni di preparazione prima di pilotare un’aerocisterna dell’esercito americano, i velivoli che riforniscono di carburante i caccia bombardieri in azione tra un’incursione e l’altra.
Questione di sicurezza
Andrea (nome di fantasia) si è scontrato con questa realtà a più riprese. Ventenne, studia all’università, ma sogna di fare il carabiniere. La divisa nella sua famiglia se la sono passata di generazione in generazione, ma una lievissima balbuzie, quasi impercettibile al telefono, potrebbe interrompere la tradizione e ad oggi gli ha sbarrato la strada già tre volte. Il copione è sempre lo stesso: «Brillo nel test di cultura generale, eccello nelle prove fisiche, arrivo all’ultimo colloquio e vengo scartato», ricorda Andrea, che non si è dato per vinto e proverà anche quest’anno. “Se balbetta è ansioso, le persone ansiose non reggono la tensione e se non reggi la tensione non puoi fare il soldato”, è in sintesi il sillogismo alla base del verdetto di inidoneità. «Ma non è così», spiega Andrea, «le pause che faccio quando parlo non sono collegate al mio stato d’animo. I miei blocchi non riflettono nulla di ciò che sono».
Le conseguenze dello stigma
Se la situazione nei bandi pubblici delle Forze Armate italiane dovesse cambiare, il merito sarebbe in parte anche di Stamma.
La percezione della balbuzie nella storia
Non serve una cura a una non-malattia
«Voglio essere chiara: la balbuzie non è un disturbo psichiatrico, non è nemmeno causato dall’ansia». Soo-Eun Chang è professoressa associata al dipartimento di psichiatria della Michigan University e studia la balbuzie da oltre 10 anni. Esperta di neuroimaging, indaga sulle origini biologiche e neurali della disfluenza mappando il cervello. «L’idea che la balbuzie sia dovuta a un qualche tipo di instabilità emotiva non poggia su basi scientifiche, molte di queste idee sono state smontate dalla ricerca», continua Chang, «io credo sia proprio l’opposto. Non è l’ansia che fa balbettare, è balbettare che a volte fa diventare le persone ansiose per timore del giudizio degli altri. Oggi la balbuzie è considerata un disturbo del neurosviluppo, dovuto a un’anomalia che avviene durante la crescita. Ed è questo che ancora non conosciamo, l’origine dell’anomalia».
L’iceberg della balbuzie
Un problema complesso richiede un trattamento complesso. L’origine multifattoriale della balbuzie implica la cooperazione di varie figure professionali e necessita di progressi in vari ambiti di ricerca per la sua gestione. «Da decenni si sta lavorando a delle terapie farmacologiche e ci sono stati segnali promettenti da almeno una ventina di studi». Scott Yaruss è professore di Scienze e Disturbi della Comunicazione. Dal 2017 è entrato a far parte della Michigan University per offrire ai logopedisti il suo supporto nel campo della balbuzie. «Il focus della mia ricerca è ridurre il fardello che chi balbetta è costretto a portarsi dietro», racconta. Negli ultimi anni sta seguendo da vicino i progressi di alcuni farmaci specifici. Tra questi, l’Ecopipam è quello in fase più avanzata. Brevettato da Emalex Biosciences, casa farmaceutica di Chicago nell’Illinois, già esperta nel trattamento della sindrome di Tourette, e il Pagoclone, brevettato nel 2005 dalla Indevus Pharmaceuticals di Lexington, in Massachusetts. «Questi farmaci non sono per tutti e bisogna sempre considerare l’effetto placebo: la sola idea di prendere qualcosa può influenzare le persone», precisa Yaruss. «Nella letteratura medica non esista una cura definitiva», ricorda il professore, «sono solo strumenti che possono aiutare le persone a vivere meglio».
L'iceberg
Uno degli incontri di “Balbuzie allo scoperto!”
La persona che balbetta non è un balbuziente
Richard Branson
Imprenditore, fondatore di Virgin Group e di Virgin Calactic: l’azienda spaziale di cui l’11 luglio 2021 è stato primo turista
Nicole Kidman
Premio Oscar miglior attrice nel 2003 per The Hours di Stephen Daldry e sei volte vincitrice di Golden Globe
Bo Jackson
Ex giocatore di football e baseball, ha realizzato il record di velocità nelle 40 yard mai registrato alla Nfl Scouting Colombine
Ed Sheeran
Cantautore, ha venduto oltre 150 milioni di dischi a livello globale. Secondo Spotify, è il secondo artista più ascoltato negli anni ’10
Arthur Blank
Imprenditore, cofondatore di The Home Depot e proprietario degli Atlanta Falcons (Nfl) e Atlanta United (Mls)
Emily Blunt
Attrice, 4 nomination ai Golden Globe. Tra i più grandi successi The young Victoria (2009) e A Quiet Place (2018)
Shaquille O’Neal
Ex cestista, ha vinto 3 titoli Nba con i Los Angeles Lakers e uno con i Miai Heat, oltre al mondiale del 1994 in Canada
Tony Renis
Cantante, compositore e produttore, tra i più grandi successi Quando quando quando (1962) e Un ragazzo che ti ama (2001)

