Non lo ha nominato direttamente, ma quando il leader della Lega Matteo Salvini ha pronunciato il suo discorso di chiusura alla kermesse del partito in Abruzzo, tutti hanno pensato che l’attacco fosse al suo vice Roberto Vannacci. «La storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla», ha detto il vicepremier. «Auguri, buon viaggio senza rancore e col sorriso».
Sarà perché il generale potrebbe essere pronto a lanciare un nuovo partito o perché anche l’altro esponente di spicco del Carroccio, il presidente della regione Veneto Luca Zaia, sembrava riferirsi proprio a lui quando il giorno prima ha detto: «Sono convinto che vinca sempre la destra liberale. Una destra troppo concentrata su aspetti più fondamentalisti non può portare i risultati che i cittadini si aspettano». Fatto sta che Salvini ha lanciato il suo monito e chi vuol capire, capisca: il partito non ha bisogno «di pesi improduttivi». E per spiegare il concetto si è lanciato in una similitudine: «Come quando vai in montagna e se hai lo zaino troppo pesante in vetta non ci arrivi. Dentro ci devono essere le cose necessarie per la scalata, non la PlayStation. Noi la lasciamo volentieri agli altri». Insomma, Salvini è stato netto: «Non abbiamo bisogno di voi e non ci mancherete».
A margine dell’evento, però, il numero uno di via Bellerio si è affrettato a chiarire ai cronisti che le sue parole erano rivolte a Davide Bergamini e Attilio Pierro, i due deputati che nelle scorse settimane hanno aderito a Forza Italia lasciando il partito. Diversa, ha spiegato, la situazione di Vannacci, che il vicepremier dovrebbe incontrare «in settimana». E per fugare ogni dubbio ha aggiunto: «Ti pare che vedo uno che ho espulso?».
Eppure l’assenza dell’eurodeputato alla kermesse non è passata inosservata, anzi ha pesato quanto una presenza ingombrante. Vannacci è percepito sempre più come un pericolo all’interno della Lega: sembra solo questione di tempo, ma un eventuale nuovo partito potrebbe avere un impatto significativo sul Carroccio. La base elettorale che fa riferimento al generale varrebbe circa un quinto dei voti totali ottenuti dalla Lega nel 2024: con una sua possibile uscita, il partito di Salvini passerebbe in teoria da due milioni e mezzo di voti a circa due milioni.

L’incontro con Robinson – Dal palco di Rivisondoli, il vicepremier ha poi risposto alle accuse di aver ospitato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che guida, l’attivista dell’estrema destra britannica Tommy Robinson. Con precedenti penali per reati che includono stalking, aggressione, possesso di droga, oltraggio a pubblico ufficiale e frode, è una figura così controversa che  lo stesso leader della destra sovranista inglese Nigel Farage ha definito un «estremista». «Potrò incontrare chi fico secco mi pare, se voglio portare avanti battaglie comuni con qualcuno?», si è difeso il segretario della Lega. La presenza di Robinson è stata criticata non solo dall’opposizione, ma anche dall’alleato di governo Antonio Tajani. Il leader di Forza Italia e vicepremier ha infatti preso le distanze: Robinson «è incompatibile con i miei valori. Io non lo incontro», ha commentato a Milano durante un evento del suo partito al Teatro Manzoni.

Appuntamento a Milano – L’appello finale è a partecipare alla manifestazione organizzata a Milano il 18 aprile per difendere «i valori e la cultura occidentale». Una piazza per la quale si punta alla massima partecipazione, con «treni speciali», «pullman» e auto private per portare «patrioti da tutta Italia ed Europa: amici francesi, austriaci, spagnoli, portoghesi, ungheresi, inglesi e tedeschi».
Intanto, il 30 gennaio, nella sala stampa della Camera dei deputati, la Lega – nella persona del deputato vannacciano Domenico Furgiuele – ospiterà un’iniziativa dell’associazione «Remigrazione e riconquista», alla quale parteciperanno esponenti di diverse realtà dell’estrema destra. In quell’occasione verrà presentata una proposta di legge di iniziativa popolare su un programma di remigrazione, un progetto politico che prevede il rimpatrio forzato su larga scala di persone straniere verso i Paesi di origine.