«Un errore strategico». L’Iran descrive così la decisione europea di definire il suo Corpo delle guardie della Rivoluzione islamica (Irgc) una «organizzazione terroristica». E per gestire questo errore, Teheran ha convocato gli ambasciatori di tutti i Paesi europei. Lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei per cui la decisione presa nel Vecchio Continente è anche «un insulto». Intanto procede il confronto teso e serrato con gli Usa. E alcuni segnali sembrano lasciare intendere la possibilità di una trattativa: gli Stati Uniti si sono detti disponibili a un colloquio e l’Iran ha smentito le esercitazioni militari nello stretto di Hormuz e ha rilasciato il giovane simbolo delle proteste, Erfan Soltani.
Risposta all’Ue – Il 29 gennaio l’Unione europea ha raggiunto il consenso per inserire il corpo delle guardie rivoluzionarie dell’Iran nella lista delle organizzazioni terroristiche. Una decisione che porta il livello delle sanzioni oltre l’ambito di quelle relative ai diritti umani e finanziari ed entra nel campo di applicazione più ampio della legge antiterrorismo. Gli ambasciatori europei sono stati convocati dal ministero degli Esteri, che ha specificato che anche altre opzioni sono al vaglio «per reagire». Il portavoce del ministro ha infatti spiegato che questo incontro rappresenta solo «passo minimo» e che Teheran sta valutando ulteriori misure in risposta.
Confronto con gli Usa – Intanto dopo le tensioni e le minacce dei giorni scorsi, e l’arrivo della flotta Usa al largo dell’Iran, gli Stati Uniti si sono detti disponibili a un colloquio. Il messaggio è stato inviato da Washington a Teheran e, secondo Axios, Turchia, Egitto e Qatar lavorano ad un colloquio tra l’inviato Steve Witkoff e alti funzionari iraniani ad Ankara già alla fine della prossima settimana. Proprio la Turchia ha un ruolo fondamentale come mediatore. In quest’ottica il presidente turco Recep Tayyip Erdogan potrebbe proporre di custodire l’uranio arricchito iraniano, impegnandosi a non restituirlo mai a Teheran.
Situazione interna – Era stato condannato a morte. Ora è libero. Erfan Soltani è stato rilasciato su cauzione domenica primo febbraio. Il 26enne era stato arrestato l’8 gennaio e condannato a morte con l’accusa di propaganda contro lo Stato. Il giovane simbolo delle proteste è stato rilasciato, ha dichiarato il suo avvocato, dopo che gli Stati Uniti avevano messo in guardia rispetto alla eventualità che fosse giustiziato, sebbene Teheran avesse negato la sua condanna a morte. L’avvocato Amir Mousakhani ha specificato che per il suo rilascio è stata pagata una cauzione di «due miliardi di toman», circa 10mila euro.




